QUANDO IL CHIRURGO DEVE RIFIUTARE L’INTERVENTO DI RINOPLASTICA

QUANDO IL CHIRURGO DEVE RIFIUTARE L’INTERVENTO DI RINOPLASTICA

Di fronte ad ogni richiesta di rinoplastica che gli viene fatta il chirurgo plastico deve mettersi con tutta la sua arte dalla parte del paziente , per valutare correttamente il rapporto Costo- Beneficio di quella plastica nasale, cioè, il quoziente di rischio (di complicazioni, o anche semplicemente di disagi) in rapporto all’entità del miglioramento che si può ottenere. Una volta effettuato questo bilancio deve comunicarlo correttamente al paziente. A questo punto il bilancio del medico si confronta con la motivazione del paziente; ne possono scaturire molteplici situazioni. Ad esempio:

a) Si può prevedere un risultato soddisfacente rispetto alle aspettative del paziente, (che ha un naso brutto e con la gobba o storto e deviato o un naso scavato e irregolare)  , i rischi sono quelli normali per un intervento chirurgico di quel tipo ed i disagi proporzionati alla entità del risultato. Può ‘valerne la pena’; si procede alla rinoplastica.

b) Le aspettative del paziente non sono realistiche rispetto alle possibilità pratiche della plastica nasale. Si può ottenere un risultato solo parziale e non quello desiderato (  il naso può migliorare ; cioè, se deviato, si può raddrizzare solo parzialmente o, se collassato, si può risollevare solo in parte, se troppo grande si può ridurre poco etc ); anche se il paziente ha forti motivazioni occorre rifiutare l’intervento di plastica nasale , per evitare delusioni, dal momento che egli si attende una impossibile perfezione.

c)E’ possibile eseguire una rinoplastica ottimale, ma occorrono procedure rischiose o esistono rischi supplementari legati, ad esempio, all’uso di materiali di impianto non sufficientemente sicuri o che possono dare reazioni non controllate e imprevedibili; il buon chirurgo rinuncerà alla possibilità di un brillante successo, a rischio della salute del paziente, riservandolo ai colleghi con meno scrupoli, che saranno anche considerati più bravi fin quando verranno assistiti dalla ‘Dea bendata’. A questo proposito va’ ricordato, nel settore della Estetica, il ruolo negativo di alcune Ditte e di alcune Riviste femminili di Estetica che pubblicizzano procedure e prodotti non sempre affidabili, e che il paziente richiede direttamente. Il medico deve svolgere a questo proposito un ruolo critico e non essere la’ vittima colpevole’ di tutte le logiche di mercato del settore.

d) E’ possibile un buon risultato  con la Rinoplastica, con rischi accettabili, ma il paziente non è sufficientemente motivato, in quanto riteneva che la procedura chirurgica ed anestesiologica fossero molto più semplici. Non è disposto a sopportare eccessivi disagi; ebbene questi disagi non vanno nascosti ed occorre rifiutare l’intervento. Il paziente non dovrà mai pronunciare la frase: < Se avessi saputo di dover andare incontro a questi fastidi…). Il paziente richiede un ‘piccolo ritocco al naso’, ma questo obbiettivo necessita di un trattamento troppo invasivo ed esagerato rispetto al beneficio richiesto; è una ulteriore situazione di rifiuto.

e) Il paziente richiede la correzione di un difetto  al naso che il chirurgo non vede, ha una visione poco obbiettiva e distorta della immagine del suo naso, ha un carattere ipercritico o maniacale, ha problemi psicologici relazionali che crede di risolvere con l’intervento estetico di rinoplastica ma che hanno radici molto più profonde. Sono tutti casi di rifiuto. Dunque, sono più i casi in cui occorre rifiutare la rinoplastica che non quelli in cui accettarla ?In effetti non è così ma i casi prima esposti sono abbastanza frequenti. In definitiva è molto importante una corretta ed esauriente informazione, che viene completata dai moduli di Consenso Informato dell’intervento al naso, i quali rappresentano un vero e proprio contratto tra medico e paziente ove vengono descritti, per ogni intervento, la tecnica ,il tipo di anestesia, i risultati prevedibili ed i possibili rischi. Si tratta di un sistema in cui il paziente viene direttamente coinvolto nelle scelte terapeutiche e nella gestione dei rischi ad esse associate.

 


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