Rinoplastica Aperta – Chiusa o ibrida ?

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Questo è un interrogativo che divide il mondo degli addetti ai lavori, ed è un tema  di tanti dibattiti congressuali e polemiche .               

Le regole fondamentali  della Rinoplastica   sono state codificate dal Chirurgo tedesco Jacques Joseph  negli anni 30 del Novecento e pubblicate in un suo monumentale trattato ; molti  maestri di quest’arte ( Goldmann, Converse,  Sheen , Ponti, Aiach, Micheli Pellegrini  etc.) hanno portato affinamenti e modifiche , ma senza deviare dai principi basilari di Joseph.,che presuppongono la esecuzione di manovre ‘a cielo coperto’,  per via sottocutanea ,tramite incisioni nascoste all’interno delle narici. Da molti anni negli Stati Uniti i chirurghi  del naso hanno iniziato un approccio completamente diverso ; gli americani, con il loro pragmatismo , a differenza di noi Europei, hanno compreso che una operazione per dare un risultato ottimale deve permettere una perfetta esposizione delle strutture da modificare . E’ nata ,così , la Rinoplastica Aperta ,che presuppone una serie di manovre chirurgiche che avvengono (dopo aver sollevato tutta la pelle che riveste il naso), non dall’interno del naso stesso , ma dall’esterno.su una struttura  anatomica che si può vedere e  modellare tranquillamente , laddove  , con la tecnica chiusa si può solo intuitivamente immaginare cosa avviene operando dall’interno senza vedere la manovra che si esegue. All’inizio si riservava questa procedura solo ai casi difficili, ma oggi negli Stati  Uniti riguarda oltre il 70% delle Rinoplastiche.

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E’ apparso chiaro a tutti che la tecnica aperta migliora la visibilità delle strutture nasali nel corso dell’intervento ed è quindi più facile da eseguire, ma comporta la presenza di una cicatrice sulla columella, peraltro di solito di buona qualità, che non è presente se si ricorre alla tecnica chiusa.2-rino-chiusa-2

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La tecnica chiusa permette di raggiungere il risultato finale più rapidamente (l’edema post-operatorio si riassorbe più in fretta) e di evitare in buona parte dei casi il ricorso a numerosi innesti, indispensabili invece con la tecnica aperta, ma talvolta responsabili di un indurimento innaturale della struttura nasale. Ma quando il caso è particolarmente complesso, ricorrendo alla tecnica aperta si possono apprezzare meglio e forse correggere più agevolmente le diverse deformità all’ origine del problema. La tecnica chiusa, però, non interrompendo la columella , permette di visualizzare immediatamente e con precisione la forma ottenuta, rendendo, forse, più calibrata la definizione della punta rispetto al dorso. Insomma una serie di pro e contro per entrambi gli approcci. Con una sola certezza: i chirurghi in grado di padroneggiare pienamente una tecnica, poco importa se aperta o chiusa, sapranno far felici i loro “pazienti”!

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Presso il Nostro Centro  adoperiamo anche  la nuova tecnica di rinoplastica ibrida  essa permette il modellamento delle forme ed il rapporto dorso-punta possono essere calibrati in maniera ideale ed i  nasi riescono più belli , creati e pensati “su misura” del paziente, attuato con precisione, senso estetico e obiettivi funzionali, quindi  si ha piu’ sicurezza ed efficacia

LA TECNICA IBRIDA Parte da una nuova filosofia estetica che è la suddivisione del naso in poligoni.La maschera da me progettata e realizzata dallo scultore Alfredo Raiola , suddivide il naso in poligoni, secondo la concezione di Gruber. .Essa è lo schema ideale per il modellamento nasale in una rinoplastica in quanto rappresenta realisticamente la vera struttura anatomica del naso.I vari segmenti ,di  colori diversi, vanno studiati singolarmente , misurati e confrontati fra loro . Essi devono essere riprodotti nel naso che si deve rimodellare durante l’intervento.

 

SI OTTENGONO RISULTATI MIGLIORI CON GUARIGIONI PIU RAPIDE

 un Approccio veramente innovativo ed originale  che presenta molteplici vantaggi  :

a) IL Naso si presenta alla fine dell’intervento con il 70% di gonfiore ed edema in meno rispetto alle tecniche tradizionali .

b) La possibilità di accesso alle strutture anatomiche profonde sono analoghe a quelle della tecnica   Open , ma con minore invasività e dimezzamento dei tempi di guarigione e senza cicatrici                esterne .

c) La guarigione è rapidissima e spesso dopo 10 giorni il naso non rivela i segni della operazione ( non  più mesi e mesi di massaggi ed attesa).

d) Il modellamento delle forme ed il rapporto dorso-punta possono essere calibrati in maniera ideale ed i  nasi riescono più belli.

La Rinoplastica è stata sempre considerata una operazione ‘liturgica’ , cioè concepita come fosse una cerimonia religiosa o un protocollo diplomatico, da applicare sempre in varie fasi successive e concatenate in tutti i casi trattati.

 

Dr Carmine Martino / Clinica dei Nasi x info 3471946277

esperto in Rinoplastica

Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva  Ricostruttiva

 

 

 

 


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